Impara la chitarra
Tutto quello che serve per iniziare ad accompagnare i canti: com'è fatta la chitarra, come si leggono i diagrammi, come sono costruiti gli accordi, a cosa serve il capotasto e come si tiene il ritmo. Diverse parti si possono toccare e ascoltare: il suono viene generato dal telefono, quindi funziona anche senza rete.
La chitarra e le corde
Le parti che servono per capire tutto il resto:
- Paletta e meccaniche: la testa della chitarra con le chiavette che tirano o allentano le corde per accordarle.
- Manico e tasti: le barrette metalliche dividono il manico in tasti. Premere una corda in un tasto la accorcia e alza la nota.
- Capotasto: la barretta bianca dove finisce il manico e iniziano le corde. Una corda suonata senza premere niente si dice a vuoto.
- Cassa e ponte: la cassa amplifica il suono, il ponte tiene ferme le corde dall'altro lato.
Le corde sono 6 e si contano dal basso musicale: la 6ª è la più grossa (quella in alto quando suoni), la 1ª è la più sottile. Accordate da 6ª a 1ª danno:
MiLaReSolSiMi
La 6ª e la 1ª sono entrambe Mi: quella grossa si chiama «Mi basso», quella sottile «Mi cantino». Per accordarti usa un accordatore (ce ne sono tanti gratis per telefono): all'inizio è la cosa più semplice e sicura.
Come si tiene
- Siediti in avanti sulla sedia, schiena diritta, chitarra appoggiata sulla gamba del lato della mano che pizzica. La cassa sta contro la pancia, il manico punta un po' in alto.
- La mano che preme non regge la chitarra: se togli il braccio destro lo strumento deve restare su da solo. Se scivola, la sinistra si irrigidisce e gli accordi non suonano.
- Pollice dietro il manico, più o meno in mezzo, non aggrappato sopra il bordo. Le altre dita arrivano curve sulle corde, con l'unghia corta.
- Polso in fuori e non piegato all'estremo: se fa male, quasi sempre è il polso troppo storto o la spalla tirata su.
In cerchio intorno al fuoco si finisce a suonare in piedi o accovacciati: cerca comunque di tenere il manico alto e il polso libero, altrimenti i barrè diventano impossibili.
Accordarsi a orecchio
Con l'accordatore è tutto più semplice, ma capita di non averlo. Tocca una corda qui sotto per sentire la sua nota e confrontarla con la tua:
Questo browser non riesce a generare suoni, quindi il riferimento non parte.
Se hai almeno una corda giusta puoi accordare le altre da sola, col trucco del 5º tasto: la corda premuta al 5º tasto dà la stessa nota della corda più sottile accanto, suonata a vuoto. Vale per tutte le coppie tranne una:
- 6ª al 5º tasto = 5ª a vuoto (La)
- 5ª al 5º tasto = 4ª a vuoto (Re)
- 4ª al 5º tasto = 3ª a vuoto (Sol)
- 3ª al 4º tasto = 2ª a vuoto (Si), l'eccezione
- 2ª al 5º tasto = 1ª a vuoto (Mi)
Suona le due corde una dopo l'altra e gira la meccanica di quella da accordare finché il «battimento», quel pulsare che senti quando due note sono vicine ma non uguali, sparisce. Tira sempre da sotto: se sei troppo alto, scendi e risali.
Come leggere un diagramma
- Le linee verticali sono le 6 corde: a sinistra la 6ª (Mi basso), a destra la 1ª (Mi cantino).
- Le linee orizzontali sono le barrette: lo spazio tra due barrette è un tasto.
- I pallini dicono dove premere; il numero dentro è il dito: 1 indice, 2 medio, 3 anulare, 4 mignolo.
- Un cerchietto sopra la corda = suonala a vuoto. Una ✕ = non suonarla.
- Se accanto al diagramma c'è un numero, la griglia non parte dal capotasto ma da quel tasto.
Premi con la punta delle dita, vicino alla barretta verso il corpo della chitarra, e tieni il pollice dietro il manico. All'inizio i polpastrelli fanno male: è normale e passa in pochi giorni.
Che nota fa ogni tasto
Le note sono 12 e poi si ripetono. La distanza tra una e la successiva si chiama semitono, e sulla chitarra un semitono = un tasto:
DoDo#ReRe#MiFaFa#SolSol#LaLa#Si
Le cinque note con il diesis (#) hanno due nomi per lo stesso tasto: Re# è un Re alzato di un semitono, ma è anche un Mi abbassato di un semitono, cioè un Mi bemolle (Mi♭). Qui e nei diagrammi trovi sempre i diesis; nei nomi degli accordi può comparire il bemolle.
Ogni corda a vuoto suona la sua nota, e ogni tasto in più la alza di un semitono. La 3ª corda a vuoto è un Sol: premuta al 1º tasto dà Sol#, al 2º La, al 3º La#.
Nella tabella qui sotto le corde sono in orizzontale, una per riga, dalla 6ª alla 1ª: è la stessa fila di corde dei diagrammi, girata di un quarto di giro.
| corda | vuoto | 1º | 2º | 3º | 4º |
|---|---|---|---|---|---|
| 6ª Mi basso | |||||
| 5ª La | |||||
| 4ª Re | |||||
| 3ª Sol | |||||
| 2ª Si | |||||
| 1ª Mi cantino |
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Dopo 12 tasti le note ricominciano: al 12º tasto ogni corda ridà la sua nota a vuoto, un'ottava sopra. Prova a cercare lo stesso nome su corde diverse: il La della 5ª a vuoto lo ritrovi sulla 3ª al 2º tasto, ed è per questo che lo stesso accordo si può fare in più punti del manico.
Da dove nascono gli accordi
Un accordo è un gruppo di note suonate insieme, e non è una forma da imparare a memoria: è il modo più comodo di raccogliere sotto le dita le note che servono. Quelli delle canzoni sono quasi tutti triadi: tre note scelte così, partendo dalla nota che dà il nome all'accordo (la fondamentale):
- Accordo maggiore: fondamentale + 4 semitoni (terza maggiore) + altri 3 (quinta). Do = Do Mi Sol. Suona aperto, allegro.
- Accordo minore: fondamentale + 3 semitoni (terza minore) + altri 4. Dom = Do Mi♭ Sol, dove Mi♭ è il tasto che nella lista sopra si chiama Re#. Suona più malinconico.
Cambia una sola nota, ma il carattere cambia tutto. Si vede anche sulla chitarra: tra Mi e Mi minore la differenza è un dito.
Le sigle che trovi nel canzoniere si leggono così: La = La maggiore, Lam = La minore, La7 = La con una quarta nota aggiunta (la settima). Sulle sei corde le note della triade si ripetono su più corde: per questo lo stesso accordo si può fare in posizioni diverse del manico.
Costruisci un accordo
Alla triade si può aggiungere una quarta nota, e quasi tutte le sigle strane del canzoniere nascono da lì. Le tre che incontri più spesso:
- La settima (Sol7, Lam7): la nota che sta 10 semitoni sopra la fondamentale. Crea attesa e spinge verso l'accordo successivo.
- La settima maggiore (Domaj7): un semitono più su, 11 dalla fondamentale. Suona morbida e sospesa, senza spingere da nessuna parte.
- Il sus4 (Resus4): la terza sale di un semitono e diventa quarta. L'accordo resta in bilico, né maggiore né minore, e chiede di tornare sulla triade.
Prendi il Lam, cioè La Do Mi. La settima di La è il Sol, e sulla chitarra ce l'hai già sotto le dita: la 3ª corda a vuoto è un Sol. Nel Lam quella corda è premuta al 2º tasto e suona un La, che raddoppia la fondamentale. Nella posizione di Lam7 qui sotto il Sol arriva invece dalla 1ª corda, al 3º tasto.
Scegli la fondamentale, il tipo di accordo e cosa aggiungere: sotto vedi quale dito si sposta, che nota produce e che ruolo ha nell'accordo.
Lam7 è fatto di La (fondamentale), Do (terza minore), Mi (quinta), Sol (settima).
- Sulla 1ª corda (Mi cantino) appoggi un dito al 3º tasto e la corda dà il Sol, che è la settima di Lam7 al posto della quinta.
| Corda | Lam | Lam7 |
|---|---|---|
| 6ª corda (Mi basso) | ✕ | ✕ |
| 5ª corda (La) | La 1 | La 1 |
| 4ª corda (Re) | Mi 5 | Mi 5 |
| 3ª corda (Sol) | La 1 | La 1 |
| 2ª corda (Si) | Do 3m | Do 3m |
| 1ª corda (Mi cantino) | Mi 5 | Sol 7 |
Dove stanno queste note sul manico:
| corda | vuoto | 1º | 2º | 3º | 4º |
|---|---|---|---|---|---|
| 6ª Mi basso | Mi | Fa | Fa# | Sol | Sol# |
| 5ª La | La | La# | Si | Do | Do# |
| 4ª Re | Re | Re# | Mi | Fa | Fa# |
| 3ª Sol | Sol | Sol# | La | La# | Si |
| 2ª Si | Si | Do | Do# | Re | Re# |
| 1ª Mi cantino | Mi | Fa | Fa# | Sol | Sol# |
Le posizioni sono quelle stampate sul canzoniere. Lo stesso accordo si può fare anche altrove sul manico: quello che conta è che ci siano le note giuste, non che ci sia quella forma.
Passare da un accordo all'altro
Suonare un accordo è facile, cambiarlo a tempo è la parte difficile. Il trucco è non smontare la mano ogni volta: quasi sempre uno o due dita stanno già dove servono anche nell'accordo successivo, e restano giù come cardine mentre le altre si spostano.
Dita che restano ferme: la 4ª e la 2ª corda. Lascia giù quelle e muovi solo le altre: è il trucco per cambiare accordo a tempo.
- Sulla 6ª corda (Mi basso) togli il dito e non suoni più la corda.
- Sulla 5ª corda (La) appoggi un dito al 3º tasto: da La a vuoto passi al Do, che in Do è la fondamentale.
- Sulla 3ª corda (Sol) alzi il dito dal 2º tasto e la corda suona a vuoto il Sol, che in Do è la quinta.
Esercizio: due accordi, quattro pennate ciascuno, senza fermarsi mai. Se il cambio arriva in ritardo rallenta il tempo, non le dita. Meglio un passaggio lento e pulito che uno veloce e sporco.
Il barrè
Nel barrè l'indice si stende su tutte le corde e le preme insieme sullo stesso tasto, facendo da capotasto mobile; le altre dita formano l'accordo davanti. Il Fa qui accanto è il primo che si incontra: un Mi spostato avanti di un tasto, con l'indice steso sul 1º.
È l'ostacolo classico dei principianti: servono giorni (o settimane) di pratica. Tienilo per dopo, e intanto guarda la sezione sul capotasto: spesso permette di evitarlo.
Il capotasto mobile (capo)
Il capotasto mobile è una pinza che si aggancia al manico e preme tutte le corde su un tasto: da lì in poi è come se la chitarra ricominciasse. Le diteggiature restano le stesse, ma ogni tasto di capo alza il suono di un semitono.
Serve a due cose:
- Cambiare tonalità senza cambiare accordi: se un canto è troppo basso o troppo alto per le voci, sposti il capo e continui a suonare le stesse posizioni.
- Evitare gli accordi difficili: con il capo al posto giusto molti barrè diventano posizioni aperte semplici.
Esempio: con il capo al 2º tasto, la posizione del Re suona come un Mi.
Di solito però il problema arriva dall'altra parte: sai che accordo ti serve e vuoi evitare il barrè. Scegli l'accordo e la pagina cerca un tasto di capo che lo trasformi in una posizione aperta:
Per sentire un Si senza barrè:
L'ascolto fa sentire la posizione senza capo, cioè un La: con la pinza al 2º tasto le stesse dita danno il Si. Se suoni con altri, il capo va messo da tutti allo stesso tasto, altrimenti le tonalità non coincidono.
La mano destra: il ritmo
La mano destra suona le corde con pennate verso il basso (↓) o verso l'alto (↑), con il plettro o con il pollice. Il segreto è che il braccio continua a oscillare come un pendolo, sempre a tempo: per saltare una pennata basta non toccare le corde, senza fermare il movimento.
Due ritmi che accompagnano quasi tutto il canzoniere:
- Base: solo pennate in giù, una per battito: ↓ ↓ ↓ ↓
- Il classico: ↓ ↓↑ ↑↓↑, da dire mentre suoni: «giù, giù-su, su-giù-su».
Prova a tempo: scegli il ritmo, l'accordo e la velocità, poi segui la freccia accesa.
«giù, giù-su, su-giù-su»
Questo browser non riesce a generare suoni: resta lo schema delle pennate da leggere a tempo.
Prima di tutto questo: tieni un accordo solo e dai le pennate a tempo con il canto. Poi aggiungi il cambio di accordo, all'inizio rallentando senza fermarti mai.
Perché quegli accordi e non altri
Un canto non pesca accordi a caso: ne usa un gruppetto che sta bene insieme, quello della sua tonalità. La tonalità prende il nome dall'accordo su cui il canto si appoggia e finisce, e gli altri accordi sono i suoi vicini di casa. Tre giri coprono buona parte del canzoniere:
- Tonalità di Do: Do, Fa, Sol, Lam. Il giro classico è Do Sol Lam Fa.
- Tonalità di Sol: Sol, Do, Re, Mim. Giro: Sol Re Mim Do.
- Tonalità di Lam (malinconica): Lam, Rem, Mi o Mi7, Fa, Sol.
Da qui nascono due cose che vedi in giro per il canzoniere. La prima: l'accordo che «chiama» il ritorno a casa è quello con la settima (Sol7 in Do, Re7 in Sol, Mi7 in Lam), ed è per questo che lo trovi quasi sempre in fondo alla strofa. La seconda: se un canto è in una tonalità scomoda, non serve cambiare accordi uno per uno, basta spostare tutto della stessa quantità, che è esattamente quello che fanno il capotasto e il tasto di trasporto del canzoniere.
Se non sai in che tonalità è un canto, guarda l'ultimo accordo: nove volte su dieci è quello che dà il nome alla tonalità.
Come si legge una pagina del canzoniere
- L'accordo è scritto sopra la sillaba in cui va cambiato, non a inizio riga: il cambio cade esattamente lì, mentre canti quella sillaba.
- Se un accordo resta lo stesso per due righe, non viene ripetuto: continui a suonare quello di prima.
- Il ritornello è rientrato e marcato: torna più volte identico, quindi conviene impararlo per primo.
- Le sigle sono in notazione latina (Do, Re, Mi) come nel resto d'Italia; su internet trovi le stesse cose in notazione inglese (C, D, E).
Sull'app ogni canto ha i pulsanti per trasportare (spostare tutti gli accordi insieme, per adattarli alle voci), per semplificare (le settime e i sus diventano accordi base) e per nascondere del tutto gli accordi quando ti serve solo il testo.
Trasporto e capotasto risolvono lo stesso problema in due modi: il trasporto cambia gli accordi scritti, il capo li lascia uguali e sposta lo strumento.
Da dove cominciare
- Accorda la chitarra (con un accordatore, o a orecchio col trucco del 5º tasto).
- Impara 2 o 3 accordi aperti e falli suonare puliti, corda per corda.
- Passa da un accordo all'altro lentamente, senza guardare il ritmo.
- Aggiungi la pennata base e poi il ritmo «classico», col metronomo lento.
- Scegli un canto con pochi accordi e suonalo tutto, anche piano.
Per i punti 2 e 5 c'è una pagina fatta apposta: Cosa posso suonare ti dice quali accordi conviene imparare prima, come mettere le dita e quali canti puoi già accompagnare con quelli che sai.
Mentre suoni, la modalità studente porta questa pagina dentro i canti: gli accordi sopra le parole si toccano e si aprono sulla loro scheda, ogni canto dice quanto sei pronto e il pulsante «Studia» lo smonta in accordi, cambi e suonata finale.
Meglio 10 minuti tutti i giorni che un'ora una volta a settimana. E suona con gli altri appena puoi: si impara il doppio.